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Jacopone da Todi e la Chiesa di San Fortunato

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Il Post

  • Scritto da: Alessia  Marchetti
  • Il: 27/06/2019 12:30:28

Jacopo dei Benedetti, detto Jacopone da Todi (Todi, 1236 circa – Collazzone, 1306), viene ricordato per essere stato un grande poeta italiano ed un intransigente religioso, che abbandonò tutti i suoi averi terreni per seguire "la parola di Dio".
Nato da una nobile famiglia, Jacopo poté vivere una vita benestante e accomodante; ultimando dapprima gli studi universitari in legge, ed intraprendendo poi la professione di notaio e di procuratore legale.
Nel 1267 sposò Vanna, figlia di Bernardino di Guidone, conte di Coldimezzo. Purtroppo, costei morì poco dopo a seguito di una disgrazia, dovuta al crollo del pavimento di una pista da ballo dove si trovavano in quel momento assieme ad altre persone.
Jacopo, devastato dal dolore, abbandonò la vita gaudente e, distribuite ai poveri le sue ricchezze, visse di elemosina, subendo continue umiliazioni, e assumendo il nome accompagnato dall'accrescitivo -one, che fu da lui aggiunto per mortificarsi ancora di più.
Nel 1278 entrò come frate nell'ordine francescano dei Minori nel convento di Pantanelli di Terni.
Visse poi gli ultimi anni della sua esistenza nel convento di San Lorenzo a Collazzone, dove morì.
Il suo corpo fu sepolto fuori dalle mura di Todi, per poi essere riesumato e deposto nella chiesa francescana di S. Fortunato, dove è ancora presente la sua tomba, ornata, grazie all'intervento del vescovo di Angelo Cesi di Todi, con una lastra incisa che reca la scritta: «Qui giacciono le ossa del Beato Jacopone dei Benedetti da Todi, frate minore che impazzito d'amore per Cristo con la sua arte nuova si prese gioco del Mondo e si conquistò il Cielo. Si addormentò nel Signore il 25 marzo 1296, anno del Signore". 

                                                                        


CRIPTA DI JACOPONE DA TODI NELLA CHIESA DI SAN FORTUNATO
La chiesa, che in origine era paleocristiana, fu realizzata su strutture etrusche o romane, come dimostrano i leoni che si trovano all'ingresso ed i capitelli, trasformati in acquasantiera.
Nel 1292 la chiesa subì un'importante ristrutturazione, per passare da uno stile romanico ad uno gotico.
I lavori, che durarono circa 130 anni, portarono al solo completamento della parte inferiore della facciata, mentre quella superiore rimase in stile romanico.
La facciata è ad oggi arricchita da ben tre portoni di ingresso, uno per ciascuna navata. 
Tuttavia, di particolare interesse è quello centrale, poiché decorato con bassorilievi raffiguranti i dodici apostoli, i santi e gli angeli, San Fortunato e San Francesco. Come ornamento alle figure sacre sono presenti elementi decorativi floreali, quali la vite, che rappresenta il bene, ed il fico che rappresenta il male.
Esternamente, inoltre, nascosta tra i gradini che portano verso la chiesa stessa, c'è una botola che permette l'accesso segreto alla Todi sotterranea.
Nella cripta della Chiesa è conservata un'urna sepolcrale dove sono custodite le ossa dei Santi protettori della città: San Fortunato, San Callisto, San Cassiano e le SS. Degna e Romana. Inoltre, in un piccolo monumento lì accanto sono anche custoditi i resti di Jacopone da Todi.

                                                     

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