Trova cosa fare e cosa vedere su UmbriaIN
A dieci anni dal terremoto del 2016, l’evento delle 4 Anci colpite dal sisma ad Arquata del Tronto.
Stefania Proietti: “La vera ricostruzione si misura nella capacità di restituire fiducia, servizi e prospettive di vita ai territori colpiti dal terremoto”.
“A dieci anni dal sisma che ha colpito il Centro Italia, la sfida non è soltanto ricostruire ciò che il terremoto ha distrutto, ma restituire vita, prospettive e futuro alle comunità, garantendo alle persone il diritto di restare nei propri territori e, a chi è stato costretto ad andare via, la possibilità concreta di tornare”.
È quanto dichiara Federico Gori, presidente di Anci Umbria e Sindaco di Montecchio, in occasione dell’iniziativa “Centro Italia 2016–2026: il cammino della ricostruzione”, promossa ad Arquata del Tronto dalle Anci di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, con il patrocinio di Anci nazionale e la partecipazione dei presidenti delle Regioni coinvolte, tra cui Stefania Proietti.
“Il terremoto del 2016 – prosegue – ha colpito non soltanto il patrimonio edilizio, storico e culturale, ma anche il tessuto sociale ed economico di intere comunità, aggravando fragilità già presenti, come spopolamento, invecchiamento della popolazione, riduzione dei servizi e mancanza di opportunità. Per questo la ricostruzione è anche una grande questione sociale e politica nazionale. Ricostruire una casa senza garantire una scuola, un presidio sanitario, collegamenti adeguati e opportunità di lavoro non basta a ricostruire una comunità”.
Gori richiama quindi la necessità di collegare la ricostruzione alle politiche per le aree interne: “Il diritto di restare e di tornare deve tradursi in investimenti strutturali nella sanità, nell’istruzione, nella mobilità, nella connettività e nello sviluppo economico. Giovani e famiglie devono poter scegliere di vivere in questi territori senza rinunciare a diritti e opportunità. Vivere in un piccolo Comune o in un’area interna non può significare avere meno diritti. In questo percorso i Comuni, primo presidio istituzionale delle comunità, devono essere sostenuti attraverso una collaborazione efficace con Regioni, Governo e struttura commissariale, garantendo risorse, personale e strumenti adeguati”.
“L’iniziativa delle quattro Anci regionali – conclude Gori – rappresenta un’importante occasione per costruire una visione comune sul futuro dell’Appennino centrale. Dobbiamo passare dalla sola ricostruzione materiale alla piena rigenerazione sociale, economica e demografica dei territori. Il successo della ricostruzione non si misurerà soltanto dagli edifici restituiti, ma dalle famiglie che torneranno, dai giovani che sceglieranno di restare e dalle attività che riprenderanno vita. Restituire alle persone la libertà di scegliere dove vivere e costruire il proprio futuro è una responsabilità che riguarda l’intero Paese”.
“Ricostruire il Centro Italia - dichiara la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti - significa restituire alle nostre comunità non soltanto edifici, ma prospettive di vita. A dieci anni dal sisma, il dovere delle istituzioni è trasformare la memoria in responsabilità e impegno quotidiano. Da Arquata del Tronto ribadiamo che nessun territorio e nessuna persona devono sentirsi lasciati soli. Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo condividono una sfida che richiede unità, continuità e collaborazione istituzionale. Il confronto promosso dalle quattro Anci regionali mette al centro i Comuni e i bisogni concreti dei cittadini. Accelerare la ricostruzione deve andare di pari passo con il rafforzamento dei servizi, delle scuole e dei collegamenti. La misura del nostro impegno sarà la possibilità, per le famiglie, di tornare e scegliere di restare in questi luoghi. È questo il senso della ricostruzione: restituire sicurezza, fiducia e futuro a questi luoghi”.
Letto: 134 volte