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Comunità energetiche, il 31 agosto scade il termine per l'assegnazione dei fondi PNRR: 779 milioni concessi, 15.465 domande restano fuori

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Il Post

  • Scritto da: Francesco Bartoli
  • Il: 27/08/2026 12:27:32

Il GSE ha pubblicato sei atti di concessione fra maggio e luglio. Chi non è rientrato può ancora costituire una comunità, ma senza il contributo a fondo perduto.

Il 31 agosto si chiude la partita dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati alle comunità energetiche rinnovabili. È il termine entro cui, come previsto dalla normativa europea, deve concludersi la concessione di tutte le risorse disponibili, comprese le eventuali risorse aggiuntive.

I numeri pubblicati dal Gestore dei Servizi Energetici raccontano una misura che ha raccolto molte più domande di quante potesse finanziarne. Fra l'8 aprile 2024 e il 30 novembre 2025, data di chiusura dello sportello, sono arrivate 48.750 richieste. Di queste ne sono state ammesse 30.299, per 779 milioni di euro di contributi e impianti che sommano 1.763,6 megawatt. Le concessioni sono state distribuite in sei atti fra il 12 maggio e il 30 luglio scorsi: gli ultimi due, da 294 e 479 domande, segnalano che il grosso era già stato assegnato entro giugno.

Il dato che di solito non compare nei comunicati è l'altro lato della stessa misura: 15.465 domande risultano attualmente non finanziabili, per 572,8 milioni di euro e 1,33 gigawatt di impianti. L'ultima richiesta finanziabile è stata presentata alle 11 e 21 minuti del 24 novembre 2025. Chi è arrivato dopo entra solo per scorrimento, cioè se qualche beneficiario rinuncia o se vengono stanziate nuove risorse.

Ammessi non significa finanziati

Il GSE precisa un passaggio che vale la pena riportare: la valutazione tecnica positiva non determina automaticamente la concessione del beneficio. Dopo l'istruttoria intervengono i controlli del Comitato Investimenti, le verifiche antimafia, l'accertamento dell'assenza di doppio finanziamento e di conflitti di interesse, la registrazione nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato. Per questa ragione l'ordine cronologico di arrivo delle domande non coincide con l'ordine di ammissione.

Fra i motivi di esclusione più ricorrenti il Gestore elenca la domanda presentata da un soggetto privo dei requisiti — tipicamente un'impresa che produce o vende energia elettrica — la mancanza del preventivo di connessione accettato o del titolo per realizzare l'impianto, l'avvio dei lavori prima della domanda, e il superamento della soglia di un megawatt tramite frazionamento artificioso.

Chi resta fuori può comunque partire

La chiusura riguarda il contributo in conto capitale, che copriva fino al 40% della spesa. Non riguarda l'altro incentivo, che è cosa distinta: la tariffa premio sull'energia condivisa, riconosciuta per vent'anni e richiedibile al GSE dopo l'entrata in esercizio dell'impianto. Chi decide oggi di costituire una comunità energetica può quindi accedervi, rinunciando al contributo nazionale e guardando semmai ai bandi regionali.

Per gli impianti fino a 200 kilowatt la tariffa è pari a 80 euro per megawattora più una componente variabile che cresce quando il prezzo di mercato scende, con un tetto di 120 euro. Scende a 70 e 60 euro di parte fissa per gli impianti più grandi, fino al limite di un megawatt per singolo impianto.

Chi ha invece ottenuto la concessione ha ventiquattro mesi dalla comunicazione dell'accordo per completare i lavori, con un limite invalicabile: il 31 dicembre 2027, termine spostato in avanti rispetto al 30 giugno 2026 inizialmente previsto.

Quante ne funzionano davvero

Accanto ai numeri della misura PNRR ci sono quelli delle comunità realmente attive. Al 30 giugno 2026 il GSE contava 3.630 configurazioni in esercizio, per 302,9 megawatt e 37.821 punti di prelievo associati. Erano circa 1.800 alla fine del 2025: sono raddoppiate in sei mesi. Il Gestore avverte però che si tratta di dati in costante evoluzione, pubblicati con funzione divulgativa.

Una precisazione utile a chi si avvicina per la prima volta: fra i membri di una comunità energetica non passa alcun cavo. L'elettricità continua a circolare nella rete di distribuzione come sempre, e ciò che viene condiviso è un conteggio orario fra energia immessa e prelevata all'interno della stessa porzione di rete. Il perimetro non è il Comune ma la cabina primaria, e due edifici vicini possono ricadere sotto cabine diverse.

Il quadro completo, con il percorso per chi voglia avviarne una, è consultabile su energiaaconfronto.com/schede/comunita-energetiche.html



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