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Montalfina

Dopo il 1000 fu costituita una specie di linea Maginot umbra ai confini occidentali con il Lazio, costituita da una serie di castelli e rocche per controllare una area piuttosto vasta e strategicamente importante, fortilizi che comprendevano, fra gli altri, Castel Viscardo, la Sala, Monterubiaglio, Pecorone e Torre Alfina, quest’ultimo oggi nei confini laziali.

Montalfina fu innalzato nel 1160, sembra al posto di un fortilizio che la tradizione volle eretto nell’VIII sec. dal re longobardo Desiderio. Da una collina di 600 metri slm, originariamente ebbe lo scopo di dare rifugio alla popolazione continuamente in pericolo per il frequente passaggio di eserciti, briganti o fazioni in lotta, che trovavano facile nascondiglio nei vasti boschi che coprivano l’area.

Il complesso fu voluto dalla famiglia Monaldeschi della Cervara, orvietani, che, con alterne vicende, lo tennero fino al 1590, quando passò in eredità agli Sforza. Questi ne fecero la loro dimora permanente, con relative ristrutturazioni esterne ed interne, volute per trasformare un maniero medievale in una residenza gentilizia rinascimentale.

Il castello comunque non ha del tutto perso il burbero aspetto delle fortificazioni del 1000, con la sua struttura rettangolare, portaogivale, due torri nel prospetto principale, ed è tuttora circondato da un vasto parco.

Sul piazzale c’è ancora un pozzo del 1300 ed una chiesa neoclassica.

Appartiene al Comune di Castel Viscardo, dal quale dista appena 5 km.


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