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Ferentillo

Luciano Festuccia


Risalendo la Valnerina, Ferentillo si presenta diviso in due parti, con le imponenti rocche che dominano il paese, sull’apertura di una montagna dove, a fianco della strada, in un angusta gola scorre il fiume Nera. Stupefacente spettacolo di muraglie e torri che sembrano incastonate su aspri pendii alternandosi alle rocce naturali, formando con esse un unico paesaggio che sembra inserirsi nell’ambiente naturale dei monti che sovrastano il paese.
Sembra che l’origine di Ferentillo sia datata 740 d.C., quando il re longobardo Liutprando dovette abbandonare l’antica città di Ferentium, presso Viterbo, e si trasferì in questa fola, facile da difendere, innalzandovi le prime fortificazioni. Ferentillo, quindi da “ferentium illi”, e cioè “quelli di Ferentio”.
La particolare conformazione del luogo obbligò alla divisione del paese in due borgate, entrambe fortificate: Precetto e Matterella. La prima sorge sulla riva sinistra del Nera, e la sua fortezza venne fatta costruire verso la fine dell’800 per fronteggiare l’invasione saracena del 890. Fu ancora ampliata e rafforzata nei secoli XIII e XIV, diventando un castelletto di forma triangolare con la torre quadrata al culmine, e la cui planimetria segue l’andamento roccioso del terreno. Pur non essendo più abitato da secoli, è in buono stato di conservazione.
Anche Mattarella è stata edificata adattando le mura alla costa rocciosa del monte, con case di pietra collegate fra loro da vie gradinate. E’ la borgata con dimensioni maggiori, posta sulla destra del fiume. L’imponente fortezza presenta al centro un cassero quadrato, a cui si accede dalla porta Spoletina, e vari bastioni cilindrici dentellati da mensoloni.
Una rocca più elevata e precedente al castello, domina l’intera vallata a protezione nei secoli passati soprattutto dell’abbazia di San Pietro in Valle, straordinaria espressione dell’arte longobarda e dell’attività benedettina, ancora oggi aperta e visitabile.
Il fiume Nera, poco più a valle, riceve le acque del Velino, dando origine a quello spettacolo della natura - e parzialmente dell’uomo - che ci chiama Cascata delle Marmore, la più alta d’Europa e la terza nel mondo.
Per chi non è facilmente impressionabile, è d'obbligo la visita al locale Museo delle Mummie nella borgata Precetto. a causa del suolo calcareo e della ventilazione particolare dell'ambiente, le salme deposte sul fondo della cripta della chiesa di santo Stefano hanno subito un veloce processo di mummificazione, per cui oggi, a distanza di secoli, è possibile vedere in teche di vetro uomini e donne incartapecoriti, ma integri e addirittura, in gran parte di loro, ancora con capelli e vestiti.


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