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Ducato di Salci

Luciano Festuccia


Il piccolissimo ducato, posto ai confini di Perugia con l'orvietano, ha una superficie di soli 1,5 km quadrati e, pur con una modesta estensione, arrivò nel 1600 a 460 abitanti. Malgrado sia ormai abbandonato, il castello è molto interessante, con le sue due corti comunicanti fra loro secondo il modello alto-laziale. Ha ancora la sua cinta di mura, due porte - Porta Orvieto e Porta Siena - un torrione e una piccola chiesa dedicata a San Leonardo di Noblac. Il Palazzo Ducale si affacciava sulla corte principale, mentre l'altra era destinata alle abitazioni dei dipendenti.
Di Salci si hanno già notizie intorno al 1200 come contrastato borgo di frontiera e anche successivamente fu aspramente e sanguinosamente conteso fra le potenti famiglie Monaldeschi e Bandini. La sua situazione mutò definitivamente nel 1568 con l'elevazione a ducato, e prima duchessa fu Lucrezia Bandini che fece ristrutturare l'intero borgo e incentivò il commercio e l'agricoltura, grazie anche ai privilegi ricevuti da papa Pio V per fiere, mercati, possibilità di emettere tasse, mantenere soldati ed amministrare la giustizia.
Posto come era fra i territori di Perugia, Orvieto, Chiusi e Siena, e fra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana, fu spesso rifugio per contrabbandieri e banditi, non senza interesse da parte dei governanti.
Morta Lucrezia senza eredi, il ducato passò alla famiglia Bonelli che lo tenne fino a quasi la fine dell'800.

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