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La Rocca di Città della Pieve

Luciano Festuccia


Città della Pieve ha sempre avuto un carattere ribelle di fronte all'autorità, cercando di scegliersi i propri governanti spesso in opposizione a quelli del potere ufficiale. Di tendenze ghibelline, mal sopportavano le imposizioni dei Raspanti Perugini in epoca comunale: la forte fazione imperialista provocava continui disordini e rivolte che spesso culminavano con violenti attacchi alle autorià perugine che per questo motivo, più che per difesa da invasioni esterne, decisero nel 1326 di innalzare una rocca inespugnabile munita di cinque torri, fossato con ponte levatoio e tulle le attrezzature che permettessero di resistere ad un assedio anche prolungato.
Fu in seguito migliorata con la costruzione di una nuova torre e la sopraelevazione di altre due, ed anche di una cisterna interna per raccogliere le acque piovane da utilizzare nel caso di assedio. Dal secolo XVII perse la sua funzione difensiva e divenne la residenza di governatori perpetui.
Attualmente ospita il Percorso Ecomuseale di Animazione Territoriale, un modo innovativo per presentare l’identità della città e il patrimonio culturale e paesaggistico del territorio comunale.

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Poderoso castello difensivo sulla costa est del Lago Trasimeno, ancora in piedi con la sua cinta muraria e 5 torri. Da convento a fortezza nel Rinascimento. 
 

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La Rocca di Umbertide: una delle più belle e ben conservate roccaforti cittadine d'Italia.  
 

Ducato di Salci

Un ducato in miniatura fra il territorio di Perugia e quello di Orvieto. 
 

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