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Pulisci

Lo sapevate che...Petrino da Spoleto


Petrino Leoncilli, detto anche Petrino da Spoleto, fu uno dei più famigerati e feroci banditi che imperversarono nello spoletino ed in Umbria per tutta la metà del 1500. Fu l'incubo dell'esercito pontificio, che gli dette la caccia incessantemente senza riuscire mai a catturarlo. Di famiglia illustre, già a 18 anni era stato condannato in contumacia alla pena di morte, ma questo non lo spaventava e, messosi a capo di una grossa banda di tagliagole, non si faceva scrupoli nel fare razzie sanguinose anche dentro città come Terni, dove nel '79, a soli 21 anni, si lasciò dietro una scia di morti. La sua specialità era l'assalto alle diligenze, tanto che per anni furono posti molti posti di blocco lungo la Flaminia e le carrozze viaggiavano scortate. Riuscì a penetrare dentro l'imprendibile Rocca di Spoleto per liberare alcuni suoi seguaci che erano stati catturati, facendo scempio delle guardie. Per un lungo periodo pose la base delle sue scorrerie nel castello di Pissignano, dove praticamente rese schiavi gli abitanti, e da dove si allontanò soltanto per andare a saccheggiare Cascia che terrorizzò per giorni, rubò a man bassa tutto quello che poté e trasse prigioniero perfino il governatore per chiederne il riscatto. Affrontato a Castel di Lago dall'esercito pontificio fu sconfitto ma non catturato, finché il cardinale governatore di Spoleto preferì venire a patti con lui e altri capibanda, garantendo loro l'immunità in cambio della cessazione delle razzie.

La pace fu siglata il 27 agosto del 1980 e, per quanto possa sembrare incredibile, fu mantenuta.
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