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Essere biblioteca in quarantena

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Il Post

  • Scritto da: Biblioteca di Annifo
  • Il: 12/11/2021 14:57:10

L’anno 2020 era iniziato con le migliori prospettive: il calendario di eventi già in mente ed inaspettate proposte di collaborazioni con altre realtà del nostro territorio, nuove opportunità per la nostra Biblioteca di arricchirsi e confrontarsi con altri appassionati lettori.

Siamo cresciuti consapevoli che piccoli e grandi eventi imprevedibili possano sconvolgere perfino i piani meglio organizzati; la Biblioteca stessa è figlia di un tale accadimento, pertanto non c’è stato bisogno di compiangersi mentre vedevamo sfumare ogni possibilità di continuare ad essere biblioteca, con le modalità usuali, durante una pandemia. All’inizio, non è stato particolarmente difficile gestire silenzi e assenze: l’inverno della Biblioteca di Annifo è già un intermittente apparire e sparire, tra venti gelidi e qualche fiocco di neve; l’evento mensile è probabilmente l’unico momento in cui la Biblioteca si riempie di persone, per il resto sono i singoli utenti a frequentarla in cerca di letture, approfondimenti, o per godere del naturale tepore che le assolate finestre offrono allo studioso intorpidito.

E forse è proprio in preda al torpore che abbiamo impiegato un po’ a capire che, se volevamo che la Biblioteca continuasse ad essere tale, ricettacolo e diffusore di cultura, avremmo dovuto percorrere altre vie.

È così che sono nate varie rubriche di approfondimento, letture ad alta voce, veri e propri eventi, la cui diffusione è stata forse per la prima volta interamente demandata ai social network. Stravaganze d’autore è stato il modo per scoprire insieme curiosità, aneddoti e scritti inattesi; la Giornata internazionale del Libro ha fornito lo spunto per rileggere e reinterpretare grandi capolavori; il Maggio dei Libri ha sancito l’inizio di un ciclo di incontri in diretta – Pagine di LEGGEREzza – in ognuno dei quali si approfondisce un autore, un libro, un concetto: il primo appuntamento, con “Siddharta” di Hermann Hesse, è stato una cura per gli animi agitati durante la quarantena, il secondo, con “Il barone rampante” di Italo Calvino, ci ha letteralmente portato ad osservare le cose da una prospettiva un po’ più alta e il terzo, domenica scorsa, ci ha fatto esplorare il rapporto tra medicina e narrativa attraverso le opere del dr. Sacks. Domani sarà la volta delle opere di Alessandro Baricco, di cui la Biblioteca è molto fornita, spaziando dai romanzi alle riscritture ai saggi.

Ci rendiamo conto che i nostri affezionati amici non sono abituati a vedere la Biblioteca come l’ennesimo account in cerca di like e visualizzazioni; ci seguono sulle varie piattaforme da molto, ma non sono abituati ad aprire Instagram e seguire la diretta per un’ora, un’ora e mezza, affidando ai direct commenti divertenti e dissacranti, che sfuggono ben presto alla vista e che invece avrebbero sicuramente strappato più di una risata nei nostri eventi dal vivo. Il fulcro dell’evento della BdiA è sempre stato proporre contenuti originali ed interessanti senza prendersi troppo sul serio, ma mirando semmai alla condivisione, alla partecipazione, anche di chi magari non leggerà mai “Il conte di Montecristo” ma passa lo stesso a salutarci, perché sa che lì si sta parlando di qualcosa di importante, qualcosa che conta e che non muore mai. Perciò, non possiamo certo pretendere di far finta che sia la stessa cosa vedersi la domenica pomeriggio rinchiusi dentro il minuscolo schermo dello smartphone, perché non lo è e non vuole esserlo; ma abbiamo bisogno di continuare a far parlare la Biblioteca, a diffondere la cultura che racchiude e custodisce, altrimenti tornerà ad essere l’appropriato contenitore che era prima del 2015, cosa che sa fare benissimo, ma che forse – abbiamo scoperto – non ci basta più.

Potete leggere l'articolo anche dal blog della Biblioteca di Annifo al seguente link.



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