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IL NUOVO TURISMO SARÀ SOSTENIBILE, A PARTIRE DAI BORGHI

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Il Post

  • Scritto da: Francesco Bartoli
  • Il: 28/06/2021 14:50:12

LA PANDEMIA CAMBIERÀ LA DOMANDA DI VACANZE, UN ASSIST PER IL BELPAESE, SE SAPRÀ DIGITALIZZARSI
(articolo di FRANCESCO DELZIO) by QN

Considerando di grande importanza, per l'Umbria intera, l'opportunità che abbiamo davanti, pubblichiamo integralmente questo articolo che commenta ed amplia le parole pronunciate del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia al Festival dell'Economia di Trento.

COME AVVERRÀ la ripartenza del turismo in Italia nell’estate 2021? Sbaglia profondamente chi pensa (o semplicemente si illude) che tutto tornerà come prima. In queste settimane centinaia di milioni di turisti, da ogni angolo del mondo, stanno orientando le loro scelte non più in ragione del rapporto qualità-prezzo o delle mode del momento, ma sulla base delle diverse modalità di gestione nazionali del green pass e del grado di sicurezza percepita che ogni Paese riesce a mostrare. E i luoghi troppo affollati, prima desiderati da molti in una logica di gregge, oggi fanno paura. Tutto ciò potrebbe cambiare a breve, in profondità, il modo di vivere l’esperienza turistica diffondendo un nuovo turismo sostenibile. Si tratta di un turismo etico e rispettoso dell’ambiente, delle identità dei territori e delle persone che li abitano. Un turismo slow e a basso impatto, fatto di incantevoli itinerari e ricchezze finora invisibili al turismo di massa “mordi e fuggi” tipico delle grandi città d’arte e delle località di villeggiatura più conosciute.

Dai Borghi medievali alle ciclovie, dal turismo fluviale agli antichi percorsi dei pellegrini, dai percorsi gastronomici a quelli mistici: è lo straordinario ventaglio di possibilità offerte dalla provincia italiana. Da sempre meta turistica povera (odi nicchia), oggi protagonista delle chance storica di posizionarsi in vantaggio nel nuovo turismo post – pandemia. Perché potenzialmente non esiste al mondo un’offerta in grado di competere con quella dei nostri borghi storici: qualità della vita, sicurezza sanitaria, ottimo rapporto tra prezzo e prestazioni, ricchezza artistica, naturalistica ed enogastronomica senza pari. E tanto altro da esplorare e raccontare una volta tornati a casa, tra lo stupore di parenti e amici. “Si parla di turismo dei borghi da quando abbiamo i pantaloni corti, ma non è mai decollato perché è difficile farli conoscere. Il digitale può aiutare moltissimo”. 

Nelle parole del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, pronunciate nell’ambito dell’edizione 2021 del Festival dell’Economia di Trento, c’è la consapevolezza della straordinaria occasione alla portata dei borghi italiani. La partita è cruciale. Nel 2020 il sistema Italia ha perso ben 27 miliardi di euro per l’assenza dei turisti stranieri e qualsiasi strategia per la ripartenza del turismo in Italia non può che partire da un assunto di fondo: la congestione dei centri storici delle città d’arte non è più un punto di forza, ma un fattore di rischio che potrebbe portare a medio termina ad impoverire le stesse città e frenare la nostra capacità attrattiva.

Se ne sono accorti in anticipo, negli anni scorsi una serie di Big Player privati e pubblici: da Autostrade per l’Italia con l’iniziativa “sei in un paese meraviglioso” (che avevo ideato personalmente in una innovativa piattaforma di promozione delle bellezze della provincia italiana mediante installazioni nelle aree di servizio, un programma televisivo ed un sito ad hoc., a Trenitalia con iniziative come l’accordo con Enit e Associazione dei Borghi più belli d’Italia per poter raggiungere molti più suggestivi borghi italiani in treno a tariffe agevolate, fino al progetto “Italian Villages” promosso da Airbnb con Ministero dei Beni Culturali e Anci con l’obiettivo di aumentare la visibilità di 40 borghi storici italiani attraverso l’esperienza dell’home-sharing. Rispetto a queste iniziative pioneristiche, oggi le risorse del PNRR ci consentirebbero di fare un salto di sistema attivando un’arma molto potente: la digitalizzazione del nostro ineguagliabile patrimonio di esperienze turistiche. “Stiamo investendo nel digitale – ha spiegato infatti a Trento il ministro Garavaglia – su un hub nazionale che si integra con i dati locali per portare il turista fuori dalle grandi città e fuori  dai normali flussi”.

Digitalizzare il patrimonio artistico, naturalistico e gastronomico del nostro paese avrebbe anche un altro effetto: modificare il target di turisti che riusciamo ad attrarre in Italia, concentrandoci sul turismo di qualità. I turisti che appartengono a classi di reddito e di istruzione più elevate tendono infatti a costruire la propria vacanza dal salotto di casa, non accontentandosi più dei classici tour di vacanza di massa. A fronte di questa domanda molti borghi italiani potrebbero diventare  l’offerta ideale. Un’occasione che l’Italia non può lasciarsi scappare.



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