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I "giochi perugini"

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Il Post

  • Scritto da: Luciano Festuccia
  • Il: 01/10/2020 09:41:42

Il termine "giochi perugini" per molti secoli indicò un gioco o uno scherzo particolarmente violento e pericoloso. Il termine deriva dalla continuazione dei costumi sportivi della Perugia romana, quando la "sassaiola" fra diverse bande cittadine era piuttosto comune. Il "gioco" fu ripreso in età comunale fino al 1400, e divenne talmente popolare che fu istituita una ufficiale "Compagnia del Sasso" con statuto e regole molto precise, La Sassaiola si disputava le domeniche dal 1 marzo alla metà di giugno, e vi partecipavano circa 2000 cittadini, schierati in due squadre opposte. I due "eserciti" si fronteggiavano ai lati di un grande campo, ed erano sempre i ragazzi ai fianchi dell'armata ed i "lanciatori" in prima fila ad aprire le ostilità. Entravano poi in gioco gli "armati", oggi diremmo la "fanteria pesante", i quali erano coperti da un'armatura di cuoio spesso che comprendeva anche testa e gambe, ma soltanto davanti e legata dietro, perché sarebbe stato impensabile voltare le spalle al nemico. La terza linea, quella dei "vecchi" subentrava in caso di seria difficoltà di una delle due formazioni, e gareggiava indifferentemente per l'uno o l'altro schieramento, in pratica soltanto per non far cessare troppo presto le ostilità. Naturalmente, finita la battaglia, tutti tornavano amici e commentavano insieme gli avvenimenti. Ciò non toglie che ogni scontro facesse tra 10 o 20 vittime, fra morti e feriti. Il Campano scriveva a proposito "Ognuno dice che non si faceva in Italia giuoco il più feroce di questo, e quindi si crede che quel popolo sia venuto così valoroso d'animo e di corpo".

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