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Giornata mondiale contro la pena di morte

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Il Post

  • Scritto da: Alessia  Marchetti
  • Il: 08/10/2019 11:12:56

“La pena di morte è un affronto alla dignità umana. Essa rappresenta un atto crudele, disumano e degradante, contrario al diritto alla vita. La pena di morte non ha nessun effetto deterrente accertato e rende ogni errore giudiziario irreversibile.” – Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa e Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza
(fonte: https://www.coe.int/it/web/portal/10-october-against-death-penalty)


Nonostante ci troviamo nel XXI secolo, ancora oggi nel mondo esistono molti Paesi che applicano senza riserve e senza timore la pena di morte. Tra l'altro non dobbiamo spingerci troppo in là per scoprire quali sono i Paesi che continuano a perseguire una tale logica.
La Bielorussia, in Europa, è uno di quei Paesi che continua a macchiarsi di tale crimine.
A gran voce il Consiglio d'Europa e l'Unione Europea chiedono la sospensione immediata di tale pratica ovunque nel mondo, trasformando le pene in detenzioni o ergastoli (carceri a vita).
Al contempo si chiede a gran voce che le condizioni detentive in molte parti del mondo migliorino drasticamente, affinché venga rispettato l'uomo, innocente o colpevole che sia, e trattato sempre e comunque, con umanità e dignità.
Bisogna aggiungere che al grave stress fisico a cui vengono sottoposti i detenuti, se ne aggiunge un altro, forse ben più grave, quale quello emotivo, in quanto le persone vivono nel costante timore di essere giustiziate, senza sapere se e quando arriverà la loro ora. La stessa sorte è anche quella che riguarda i familiari dei detenuti, che magari conoscono il destino del proprio caro o pochi giorni prima, o addirittura pochi minuti prima dell'esecuzione.
Le condizioni peggiori sembrerebbero riguardare in particolare alcuni determinati Paesi, che oltre alla Bielorussia, includono l'Iran, il Giappone, la Malaysia e il Ghana.
L'opposizione dell'opinione pubblica internazionale contro la pena di morte è forte a prescindere dalla natura del reato, dalla colpevolezza più o meno certa del condannato e dal metodo usato per eseguire le condanne a morte.
La pena di morte rappresenta una violazione del diritto alla vita, che invece è contenuto e protetto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Bisognerebbe far capire a queste persone ("i boia") che loro si macchiano dello stesso crimine per il quale condannano a morte il presunto colpevole, e che pertanto, se la giustizia fosse meno selettiva, un simile destino toccherebbe pure a loro.
Eppure, purtroppo, non è facile sradicare dalla mentalità delle persone convinzioni così ben ancorate alla tradizione legale della comunità in cui vivono.
E' più facile adeguarsi al pensiero delle masse, piuttosto che ergersi in piedi ed urlare a gran voce il proprio disaccordo, soprattutto in società così rigidamente autoritarie e poco propense ad ascoltare i pareri altrui. 

Ma noi speriamo, con tutto il cuore, che un giorno si possa festeggiare tutti insieme una svolta epocale che possa omaggiare l'uomo per la sua intelligenza e per la sua apertura mentale, superando vecchie e sbagliate concezioni di vita e di pensiero!

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