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LA CERAMICA A LUSTRO DI GUALDO TADINO

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Il Post

  • Scritto da: Sandro Fiorentini
  • Il: 12/09/2019 15:27:18

A Gualdo Tadino la cultura della ceramica ha origini antichissime, risalendo addirittura alla preistoria. Questa vocazione cittadina si è sviluppata nel tempo fino a renderla famosa nel mondo come “Città della Ceramica” grazie alla produzione di maioliche artistiche a riflessi metallici oro e rubino di altissima qualità.
Questa particolare tecnica di lavorazione delle ceramiche ha una origine affascinante e velata di mistero, in quanto sembra che sia nata intorno al 800 d.c in Persia e in Mesopotamia, ma non abbiamo una precisa conoscenza del come e del dove. Sappiamo che fu la conquista islamica a diffonderla in tutto il nord Africa e in Spagna.
È nella prima metà del quattrocento che inizia a diffondersi in Italia e fu Mastro Giorgio Andreoli da Gualdo Tadino che, nel cinquecento, ideò la tecnica di decorazione ceramica basata sull’applicazione dei lustri. Questa particolare lavorazione consiste nell’applicare a pennello un impasto di sali metallici e argilla, diluito con aceto di vino, sulla superficie di prodotti ceramici già finiti e cotti. Era il pittore a lasciare liberi gli spazi che poi sarebbero stati riempiti dal lustro. Il prodotto finito subiva una terza cottura utile a produrre straordinari effetti di colore, dal giallo oro, al rosso rubino, all’argento. La cottura a bassa temperatura (circa 600° C), si eseguiva in un forno specifico, detto muffola, dove venivano bruciati particolari legni, soprattutto ginestre, utili a produrre molto fumo. L’atmosfera così ottenuta nel forno, impedendo l’ossidazione dei metalli, generava speciali effetti di cromatici e di rifrazione che contraddistinguono e danno il nome alla tecnica del Lustro.

Le ceramiche gualdesi si diffusero in tutta Italia ed Europa e nel XVII secolo il Papa diede il privilegio ad un ceramista gualdese di applicare l’oro alle ceramiche secondo una particolare tecnica, il Lustro appunto. Agli splendori del Seicento, fece seguito un periodo di lenta decadenza che durò fino alla seconda metà dell’ottocento, quando, nel 1873, il ceramista Paolo Rubboli reintrodusse a Gualdo Tadino la produzione di maioliche a riverbero di altissima qualità, reintroducendo nella città una tecnica antichissima e da tempo scomparsa. Sulle tracciate del Rubboli nacquero molte botteghe artigiane che incisero significativamente nell’economia cittadina. I decori ancora oggi in uso sono quelli della tradizione cinquecentesca che uniscono scene e soggetti di ispirazione classica a grottesche, fogliami, scaglie, "quartieri" e altri motivi. Ancora oggi a Gualdo Tadino la ceramica costituisce un importante settore economico e oltre ad un tipo di produzione dai caratteri prettamente industriali, esistono ancora molte botteghe artigianali dedicate alla produzione e vendita di maiolica a lustro, grazie all’opera di straordinari maestri decoratori e di eccellenti tornianti.
La lavorazione della ceramica è così importante per Gualdo Tadino, che la città ha dedicato un museo a questo settore tradizionale. L’antico palazzo storico di Casa Cajani è stato inglobato nel Polo Museale Città di Gualdo Tadino e adibito a museo archeologico. Oltre ad ospitare il Museo degli Antichi Umbri, all’ultimo piano del palazzo è esposta la collezione civica di ceramiche dove poter ammirare, oltre ad una consistente collezione di manufatti ceramici gualdesi, anche prodotti provenienti da Deruta, Pesaro, Urbino e Firenze.


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