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La Foresta demaniale di Pietralunga

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Il Post

  • Scritto da: Alessia  Marchetti
  • Il: 11/06/2019 12:09:20

Una vera ricchezza naturalistica è quella che si estende tra i borghi di Pietralunga e Montone, dove fauna e flora danno luogo ad un incantevole e magico riparo dove la natura regna incontaminata.
Segnalato dalla Regione Umbria come biotopo di particolare interesse naturalistico, presenta al suo interno:

- la Valle del Carpina, il cui nome deriva dall'omonimo torrente che vi scorre (il Carpina per l'appunto), affluente di sinistra del Tevere, che disegna col suo andamento tortuoso uno scenario incantato: un ambiente vergine ed incontaminato, ricco, a livello botanico, di piante ormai rare, come l’Ontano nero ed il Pungitopo e a livello paesaggistico di piccoli tesori, come le cascatelle in serie, le piscine naturali, i ponticelli in legno e gli antichi mulini.
Il substrato marnoso-arenaceo, prevalentemente impermeabile, rende il paesaggio circostante ancora più spettacolare: infatti, a periodi di secca riferiti al sopraggiunere della calda stagione estiva, si alternano piene di particolare violenza, in concomitanza della sagione primaverile ed autunnale.
L’acqua che tracima dalle sponde sommerge i prati, le erbe circostanti, i piccoli arbusti e la natura in genere: in queste condizioni, riescono a sopravvivere solo poche specie di piante, come i Salici, i Pioppi e gli Ontani, che formano quello che viene definito il Bosco Ripariale.

- Oasi naturalistica di Candeleto : un'ampia area protetta, che si estende su di una superficie di circa 1000 ettari sulla collina di Candeleto, fra le valli dei torrenti Carpina e Carpinella.
La sommità della collina, denominata Monte Croce (m. 735 di altitudine), è caratterizzata dalla nutrita presenza di Pinete di Pino nero, con presenza di Abeti e Pino Silvestre. In tale contesto naturalistico trovano un ottimo habitat per la loro sopravvivenza i roditori, come lo scoiattolo, il ghiro ed il moscardino.
Il resto della fauna selvatica si concentra invece lungo le pendici della collina di Candeleto, dove i boschi di latifoglie, con querce, aceri, carpini, sorbi e ciliegi, e le tranquille radure, offrono rifugi sicuri e cibo in abbondanza per volpi, cinghiali, tassi ed istrici.

- Oasi naturalistica di Varrea : area protetta costituita da oltre novecento ettari di bosco di Cerro e di Faggio, dove trovano rifugio alcuni lupi che popolano a zona.
L’area sommitale, caratterizzata da versanti fortemente erosi, si presta per essere un ottimo punto di osservazione sulle catene montuose adiacenti, come Serra di Burano, Monte Nerone, Monte Catria e Monte Cucco.

Nella Foresta di Pietralunga si possono incontrare, durante il cammino, anche i resti di antichi edifici, simboli di un'arte e di una storia lontana da noi.


Foto di Quattrovacanze

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