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La corsa dei Ceri

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Il Post

  • Scritto da: Alessia  Marchetti
  • Il: 07/05/2019 11:59:01


La Festa dei Ceri, che si tiene ininterrottamente ogni 15 Maggio (dal 1160) nella città di Gubbio, è molto più di una semplice manifestazione folcloristica per la popolazione. Esprime, infatti, un attaccamento, una devozione ed un trasporto incredibile nella fede dei tre Santi, i quali vengono trasportati, in cima a tre Ceri (grosse statue in legno) sulle spalle dei devoti, mentre di corsa attraversano la città.
I tre Santi, che sono Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio, sono  caratteristicamente riconoscibili per i diversi colori: il giallo nel caso del primo Santo, blu nel secondo e nero nel terzo.
La festa ogni anno attrae migliaia di turisti, in quanto riesce a creare suspance, fascino e trasporto tra gli spettatori che accorrono nella città per assistere a tale spettacolo: macchie di colore che si muovono insieme, pronti a darsi il cambio nell'avvicendarsi al sostegno del peso della statua, urla ed incitamenti a tenere duro ed andare avanti, nonostante il peso e la fatica della corsa, nonché impegno e dedizione, perché avere l'onore di portare in spalla il proprio Santo è molto più che un mero riconoscimento: significa essere accolti in una cerchia ristretta di pochi eletti, e spesso il proprio posto sotto alla "barella" (struttura che serve a sostenere il Santo e a distribuire il peso della Statua) viene tramandato di padre in figlio.
Di grande importanza è poi la figura del "Capo Dieci", scelto, per particolari meriti, tra le moltitudini di persone che compongono la folla delle camice colorate: uno per i santubaldari, uno per i sangiorgiai ed uno per i santantoniari.
Tra i tanti compiti che gli spettano, c'è il momento iniziale del lancio della brocca in Piazza Grande, che scandisce l'avvio della corsa e quindi della festa.
La festa dei Ceri non coincide solo con la data simbolica del 15 Maggio, ma si compone di tanti momenti, che nel corso dell'anno hanno l'onore e l'onore di formare ed informare i vari "consociati": riunioni importanti, ma anche momenti di divertimento, come i "Vejoni" (vere e proprie feste, durante le quali la serata è allietata con ottimo cibo, tipici canti in onore dei Santi e balli, di coppia e di gruppo).
Oltre alla Corsa dei Ceri per antonomasia, esistono due altre riproduzioni "più in piccolo" della festa, vale a dire i Ceri Mezzani ed i Ceri Piccoli, dove bambini e ragazzi, divisi per fasce di età, portano in spalla le statue dei Santi, ricreate volutamente meno ingombranti e più leggere, per essere adatte alle giovani età dei partecipanti.
La festa dei Ceri, comunque, che è tipicamente maschile nel trasporto del peso, vede però la nutrita partecipazione anche di bambine, ragazze e donne, che vestite anch'esse di bianco nella scelta dei pantaloni, e con camice colorate, partecipano attivamente alla corsa, correndo dietro alla folla, che si fa strada per le vie della città, cercando di raggiungere, per tappe successive, il Monte Ingino, dove finalmente i Santi vengono riposti all'interno della Basilica di Sant'Ubaldo.
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la corsa non prevede un vincitore, in quanto l'ordine della corsa non subisce mai alterazioni, poiché il primo che è Sant'Ubaldo, rimane sempre primo, mentre a seguire, senza sorpassi o scorrettezze, rimangono San Giorgio e Sant'Antonio.
Ciò su cui si basano i commenti finali della giornata, riguardano le prestazioni di ciascun Santo durante la corsa: ovvero se la corsa è proseguita senza inciampi e senza sbilanciamenti della statua del Santo, in quanto gli uomini che si trovano a sorreggere la barella e dunque la statua, durante la delicata fase della "muta", devono darsi il cambio, con scaltrezza e rapidità, per non creare dei vuoti nelle fila dei sostenitori del Santo, che renderebbero più difficoltoso il rialzo del Santo, dato il greve peso (quasi 300 kg per ciascun manufatto ligneo, distribuiti per i circa quattro metri di altezza).

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