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Dalla
prevenzione alle nuove terapie: a Palazzo Cesaroni una giornata dedicata alle
malattie tiroidee e al ruolo attivo dei pazienti
Perugia, 23
maggio 2026 – In Umbria circa il 15-20% della popolazione soffre di
patologie tiroidee: il 9% in prevalenza di ipotiroidismo clinico e subclinico,
il 2% di ipertiroidismo in qualsiasi forma, il 5-10% presenta noduli
clinicamente significativi e l’1% carcinomi (incidenza molto bassa rispetto
altre forme di tumore). Sono questi i dati emersi durante il convegno “La tiroide come modello: la partecipazione
dei pazienti nell’era della teranostica”, che si è tenuto sabato 23 maggio nella sala Brugnoli di
Palazzo Cesaroni a Perugia. Un appuntamento di grande rilievo scientifico e
sociale, che affronta una delle patologie endocrine più diffuse al mondo e che,
proprio per la sua complessità, richiede oggi un approccio sempre più
multidisciplinare e partecipato.
“Le
patologie tiroidee sono tra le più diffuse nella popolazione, anche a causa
dell’esposizione alla carenza iodica. Oggi tutto sommato la iodiosufficienza è
stata raggiunta, ma in passato ha condizionato lo sviluppo della patologia
nodulare e ne vediamo ancora le conseguenze. I dati che ci riguardano
rispecchiano la media dei paesi occidentali. Per quanto riguarda i tumori della
tiroide, invece, nella maggior parte dei casi sono, dal punto di vista clinico,
benevoli, con la maggior parte dei pazienti che sopravvive alla malattia. Tuttavia
in alcuni casi diagnostichiamo anche carcinomi avanzati che richiedono un
approccio articolato multidisciplinare e con farmaci innovati. All’incontro di
oggi sono intervenuti i maggiori esperti nazionali di questo campo”, ha
dichiarato Efisio Puxeddu, direttore
della struttura complessa di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’azienda
ospedaliera di Perugia e referente scientifico del convegno insieme ai colleghi
Cristina Tranfaglia (Medicina
Nucleare) e Renato Colella (Anatomia
Patologica).
La
giornata, articolata in quattro sessioni tematiche, ha offerto un quadro
aggiornato sulla gestione delle malattie tiroidee, dalla prevenzione ai
trattamenti più innovativi. Si parlerà di tireopatie dell’adulto e del bambino,
di gestione dei noduli tiroidei, degli ipertiroidismi (Basedow-Graves, Ted,
Plummer) e delle nuove prospettive dell’oncologia endocrina, con un focus sulle
terapie medico-nucleari, sulle mutazioni genetiche e sui trattamenti per i
carcinomi avanzati. Tra gli interventi della prima parte c’è stato quello di Antonella Olivieri, responsabile
scientifico dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della
iodoprofilassi in Italia (Osnami) dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha
parlato di “Quale prevenzione per la patologia nodulare tiroidea ‘profilassi
jodica’”.
Particolarmente
significativa è stata la tavola rotonda finale, che ha dato voce ai pazienti e
alle associazioni nazionali e regionali, tra cui La Lumaca odv, Cape Italia, Atta, Ameir Irpina, Insieme! Umbria Contro
il Cancro e molte altre realtà impegnate nel sostegno alle persone con
malattie tiroidee. Un momento di confronto che sottolinea quanto la
partecipazione attiva dei pazienti sia oggi un elemento centrale nei percorsi
di cura, soprattutto nell’era della teranostica, dove diagnosi e terapia si
integrano in modo sempre più personalizzato.
Il convegno era inserito nel
calendario della Settimana mondiale della Tiroide 2026, in programma dal 25 al
31 maggio e dedicata quest’anno al tema “Tiroide e Nutrizione”, con
l’obiettivo di approfondire il legame tra alimentazione, benessere generale e
salute tiroidea.
L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Perugia, dell’Università degli Studi di Perugia, delle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, delle Usl Umbria 1 e 2, di Afas Farmacie Comunali, La Lumaca odv e Cape (Comitato associazioni pazienti endocrini).

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